Amo definire Gianni Manca un viaggiatore di Anime. Per dirla alla Keats, il poeta è la
più impoetica delle cose che esistono; perché non ha identità, è continuamente intento a
riempire qualche altro corpo: il sole, la luna, il mare e gli uomini e le donne, che sono
creature d’impulso, sono poetiche, e c’è in loro qualcosa d’immutabile. Ma il poeta no:
egli non ha identità, è certamente la più impoetica tra tutte le creature.
Giovanna Mulas
Gianni Manca nasce a Nuoro nel cuore della Sardegna, tra quei monti nascosti della Barbagia. Già dalla giovane età questa città forse gli va stretta, sceglie la via del mare, elemento che è sempre presente nelle sue liriche, navigare gli dà sensazioni sempre nuove, è sempre in giro per il mondo alla ricerca forse di se stesso. Scrive le sue emozioni, quello che percepisce nei momenti più intimi, ha pudore nel parlare della sua vita privata e preferisce che gli altri lo leggano. Nel 1974 pubblica la prima raccolta di poesie giovanili, a distanza di un anno la seconda raccolta, Una penna fra le nuvole, poi per più di trent'anni rimane nell'oblio, senza più accarezzare una penna. Nel 2013 pubblica una nuova raccolta di poesie, Danza sul pentagramma. Oggi si cimenta ancora in questa nuova avventura.